«Allergia» e «intolleranza» vengono usate come sinonimi e non lo sono, e la differenza cambia cosa ci si deve aspettare. L'allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario e può scatenarsi con una quantità minima; l'intolleranza è un problema digestivo, dose-dipendente, che spesso migliora riducendo l'ingrediente invece di eliminarlo.

C'è però una cosa che le accomuna, e viene prima di qualsiasi scelta di prodotto: nessuna delle due si diagnostica con un esame del sangue. I test sierologici per le allergie alimentari nel cane non hanno un'affidabilità sufficiente, e vengono venduti molto più di quanto meritino. L'unico strumento che funziona è la dieta a eliminazione.

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Cosa dà davvero problemi

Non i cereali, nella maggior parte dei casi. Le reazioni avverse al cibo nel cane riguardano quasi sempre una proteina, e le proteine più coinvolte sono quelle che il cane ha mangiato più a lungo: manzo, pollo, latticini, uovo, agnello. Non perché siano ingredienti scadenti, ma perché la sensibilizzazione richiede esposizione ripetuta nel tempo.

È il motivo per cui «grain free» e «ipoallergenico» non sono la stessa cosa. Un sacco senza cereali con dentro lo stesso pollo di prima, su un cane sensibilizzato al pollo, non cambia niente.

I sintomi, e quali indirizzano davvero

DoveCosa si vede
Pelleprurito senza stagionalità, orecchie che si infiammano di continuo, zampe leccate, arrossamenti su ascelle e inguine
Intestinofeci molli croniche, più di 3 evacuazioni al giorno, gas, vomito ricorrente
Generalemantello opaco, otiti che tornano dopo ogni terapia

Il segno che orienta più di tutti è l'assenza di stagionalità. Un prurito che c'è dodici mesi l'anno, sempre uguale, è più compatibile con il cibo; uno che torna ogni primavera e sparisce in autunno punta sugli allergeni ambientali. Le otiti ricorrenti sono l'altro indizio sottovalutato: un cane che fa tre otiti in un anno merita una prova alimentare, non la quarta terapia locale.

Ma prima si esclude quello che viene prima: parassiti e infezioni della pelle, in quest'ordine. Il quadro completo sta in perché il cane si gratta sempre.

La dieta a eliminazione, fatta in modo che valga

Per i sintomi cutanei il Manuale Veterinario MSD indica che la prova va portata avanti per 8-12 settimane; per i soli sintomi gastrointestinali bastano in genere 2-4 settimane. Sono tempi lunghi, ed è la ragione principale per cui la maggior parte delle prove fallisce: vengono interrotte prima.

Le quattro condizioni

  1. Una sola fonte proteica, mai mangiata prima, oppure una proteina idrolizzata.
  2. Nient'altro. Niente premietti, niente avanzi, niente ossa da masticare, niente dentifrici o pasticche aromatizzate. Anche il cibo del gatto in casa va messo fuori portata.
  3. Taglio netto, non transizione graduale. Qui la regola dei 7-10 giorni non si applica: mescolare vecchio e nuovo contamina la prova.
  4. La riprova finale. Se i sintomi sono migliorati, si reintroduce il cibo di prima. Se tornano, la diagnosi è confermata; se non tornano, il miglioramento era dovuto ad altro.

Quest'ultimo passaggio è quello che quasi nessuno esegue, ed è quello che separa una diagnosi da una coincidenza. Costa una settimana e vale tutta la prova.

Idrolizzato, monoproteico o casalingo

OpzioneVantaggioLimite
Proteina idrolizzatanon dipende dal ricostruire cosa il cane ha già mangiatocosta di più, appetibilità a volte inferiore
Proteina nuova (cavallo, cervo, insetto, pesce mai dato)più appetibile, spesso più economicafunziona solo se la storia alimentare è nota davvero
Casalingacontrollo totale sugli ingredientiva formulata da un veterinario nutrizionista: sbilanciata a lungo fa danni

Per una prova diagnostica l'idrolizzato è la scelta più robusta, proprio perché non chiede di sapere cosa il cane ha mangiato negli anni — un'informazione che quasi nessun proprietario possiede con precisione.

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Sui monoproteici, l'umido in monodose è comodo per capire in fretta se il cane accetta una proteina nuova prima di comprare un sacco intero:

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Sul monoproteico vale la pena essere concreti, perche' la parola sulla confezione non basta: quello che conta e' che la fonte proteica sia una sola e dichiarata, come nella linea Belcando Quality Selection, dove la proteina e' nominata nel nome del prodotto. Resta il fatto detto sopra: il monoproteico serve dopo, per mantenere un risultato gia' ottenuto, non per fare la diagnosi al posto della dieta a eliminazione.

Le tre righe di etichetta che contano

  • La proteina ha un nome? «Salmone» sì, «carni e derivati» no. La seconda formula è legittima ma inutilizzabile su un cane in prova.
  • Quante fonti proteiche ci sono? Se compaiono pollo, uovo e pesce, non è monoproteico qualunque cosa dica il fronte del sacco. L'uovo e i grassi animali «non specificati» sono i due punti dove la contaminazione passa inosservata.
  • Quante kcal per 100 g? È l'unico numero che permette di confrontare due prodotti. Fra due crocchette possono ballare 80-100 kcal ogni 100 grammi, e la razione va ricalcolata sul nuovo sacco invece di ereditare il misurino di prima.

Se migliora, cosa si fa dopo

Confermata la diagnosi, non serve restare per sempre sulla dieta di prova. Si possono reintrodurre gli ingredienti uno alla volta, aspettando due settimane per ciascuno, finché non si identifica quello responsabile. Da lì in poi basta evitare quello, e la scelta di prodotti torna ampia.

Nel frattempo, due cose che aiutano indipendentemente dalla causa: un apporto adeguato di acidi grassi omega-3, che sostiene la barriera cutanea sull'arco di 8-12 settimane, e non lavare il cane più spesso del necessario — vedi ogni quanto lavare il cane.

Se la dermatite è già conclamata, il pezzo dedicato è crocchette per cani con dermatite. Per il cambio di crocchetta fuori dalla prova diagnostica, la transizione corretta è in cambio crocchette al cane.

Domande frequenti

Come capisco se il mio cane è allergico al cibo?

Con una dieta a eliminazione di 8-12 settimane seguita dalla riprova. Gli esami del sangue per le allergie alimentari nel cane non hanno affidabilità sufficiente per fare diagnosi.

Il grain free serve per i cani allergici?

Non di per sé. Le reazioni avverse al cibo riguardano quasi sempre una proteina animale: se resta la stessa, togliere i cereali non cambia il quadro.

Qual è la differenza fra allergia e intolleranza alimentare?

L'allergia coinvolge il sistema immunitario e può scatenarsi con quantità minime; l'intolleranza è digestiva e dose-dipendente, quindi spesso migliora riducendo l'ingrediente invece di eliminarlo del tutto.

Quanto deve durare la prova?

8-12 settimane per i sintomi della pelle, 2-4 settimane se il problema è solo intestinale. Interromperla prima è il motivo più comune per cui una prova non dà risposta.

Posso usare un monoproteico del supermercato?

Solo se l'etichetta dichiara una sola fonte proteica in modo esplicito e quella proteina è nuova per il cane. Le formule con «carni e derivati» o con grassi animali non specificati non sono utilizzabili come test.