Il cane non mangia la cacca perché gli manca qualcosa nella dieta. È la spiegazione che circola da sempre, ed è quella che l'unico studio ampio sull'argomento non conferma: su quasi 3.000 proprietari, chi ha un cane coprofago non ha né una dieta diversa né un cane più malato degli altri. È un comportamento normale, sgradevole e molto più comune di quanto si pensi.

Quanti cani lo fanno

Lo studio di riferimento è di Hart e colleghi, pubblicato su Veterinary Medicine and Science nel 2018 e condotto all'Università della California a Davis.

DatoValore
Cani visti mangiare feci almeno una volta23%
Cani che lo fanno spesso (6 volte o più)16%
Efficacia dei prodotti in commercio per smettere0-2%

Il primo numero dice che è comune. Il terzo dice qualcosa di più scomodo, e ci torniamo.

Le tre spiegazioni che lo studio non conferma

La carenza nutrizionale. È la prima cosa che dicono tutti. Gli autori non hanno trovato nessuna associazione fra la coprofagia e il tipo di alimentazione. Cambiare crocchette perché il cane mangia le feci significa risolvere un problema che i dati non trovano.

Il cane malato o con problemi digestivi. Nessun legame con anomalie cliniche o disturbi gastrointestinali. Un cane coprofago non è, per questo motivo, un cane da portare dal veterinario.

Il cane educato male. Il 78% dei coprofagi frequenti era stato facile da abituare a sporcare fuori, esattamente come gli altri. Non è un cane che ha imparato male: è un cane che fa una cosa che i cani fanno.

La spiegazione che regge

L'ipotesi degli autori parte da un dettaglio che nei sondaggi torna sempre: il cane sceglie le feci fresche, entro un paio di giorni, e ignora quelle vecchie.

Le larve dei parassiti intestinali diventano infettanti dopo circa due giorni nelle feci. Un lupo che ripulisce la tana dalle deiezioni fresche riduce il rischio che il branco si reinfesti; se aspetta, ingerisce proprio quello che voleva evitare. Il comportamento sarebbe quindi un'eredità con una funzione precisa, rimasta nel repertorio anche in un appartamento dove non serve più.

Non è una certezza: è l'interpretazione che spiega meglio la selettività osservata.

Perché i prodotti per farlo smettere non funzionano

Questa è la parte che nessuno scrive volentieri. Nello studio, sia i prodotti in commercio sia le tecniche di modifica del comportamento riportavano un'efficacia fra lo 0% e il 2%.

Ha senso, se l'ipotesi di partenza è giusta: non si corregge con un integratore dal sapore sgradevole un comportamento che non nasce da una carenza né da un vizio appreso.

Cosa funziona davvero

La gestione, non la cura. Sono tre cose noiose e sono le uniche che cambiano qualcosa:

  • Raccogliere subito. È l'unica misura che agisce sulla causa: se le feci fresche non ci sono, il comportamento non ha oggetto. Vale soprattutto in giardino, dove restano lì.
  • Interrompere prima, non dopo. Richiamare il cane quando si avvicina funziona meglio che sgridarlo quando ha già in bocca. La sgridata a posteriori insegna solo a farlo lontano da voi.
  • Tenere aggiornata la sverminazione. Non impedisce il comportamento, ma toglie il rischio che conta davvero, cioè quello parassitario.

Quando invece è il caso di sentire il veterinario

Il comportamento in sé non è un sintomo. Quello che va guardato è il contorno:

  • Un cane che non l'ha mai fatto e comincia da adulto, soprattutto se anziano.
  • Coprofagia insieme a fame aumentata, dimagrimento, diarrea o vomito ripetuti.
  • Ingestione di cose non alimentari — terra, sassi, tessuti: quella è un'altra faccenda e va indagata.

In questi casi non è la cacca il problema: è quello che l'accompagna.

Domande frequenti

Il cane mangia la cacca perché gli manca qualcosa?

Lo studio non ha trovato nessuna associazione fra coprofagia e alimentazione. Cambiare dieta per questo motivo, da solo, non ha basi. È lo stesso schema di quando si dice che il cane mangia l'erba per vomitare: una spiegazione che tutti conoscono e che i numeri non reggono.

È pericoloso per la sua salute?

Il rischio concreto è parassitario, e si gestisce con la sverminazione regolare decisa dal veterinario, non impedendo il comportamento.

Perché mangia solo certe feci e non altre?

Perché sceglie quelle fresche. È il dettaglio su cui si regge l'ipotesi dell'origine antiparassitaria: le feci vecchie sono proprio quelle che avrebbero senso evitare.

Gli integratori anti-coprofagia servono?

Nello studio l'efficacia riportata era fra lo 0% e il 2%, sia per i prodotti sia per le tecniche di addestramento. Raccogliere subito resta la cosa che funziona.