«Le unghie lunghe alterano la postura del cane e a lungo andare gli rovinano le articolazioni.» Lo scrivono tutti. Lo dicono i toelettatori, lo ripetono i blog, sta nelle descrizioni dei tagliaunghie.

Il 5 febbraio 2026 qualcuno è andato a misurarlo, con una pedana da settemila euro piena di sensori di pressione. Non è saltato fuori niente.

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Cosa ha fatto lo studio, e cosa ha trovato

Il lavoro è di due ricercatrici tedesche, Häusler e Söhnel, pubblicato su Frontiers in Veterinary Science: «Il taglio delle unghie in cani sani non modifica i parametri dell'andatura». La prima riga dell'abstract dice già tutto il problema: «si assume ampiamente che la lunghezza delle unghie influenzi l'andatura del cane... ancora oggi questa ipotesi manca di dati oggettivi».

Il metodo, in breve: sette cani clinicamente sani di varie razze — pastore tedesco, rottweiler, malinois, border collie, pastore dei Pirenei e altri — messi a camminare su un tapis roulant con una matrice di 9.216 sensori di pressione che campiona 200 volte al secondo, prima e dopo il taglio. In media sono stati tolti fra 5 e 8 millimetri di unghia, cioè un accorciamento vero, non simbolico.

Cosa hanno misurato: lunghezza del passo, durata della fase di appoggio e di oscillazione, forze verticali di picco, traiettoria del centro di pressione, impulso verticale. Cioè tutte le cose che dovrebbero cambiare, se la storia della postura fosse vera.

Non è cambiato nessuno dei parametri principali. Le uniche due differenze statisticamente significative sono minuscole: la zampa anteriore risultava lunga 2,2 millimetri in più prima del taglio, e il movimento laterale del centro di pressione era ridotto dell'1% della larghezza della zampa. Passo, appoggio e forze: identici.

E poi il ribaltamento

La conclusione degli autori è la parte che vale la pena leggere due volte: «questi risultati suggeriscono che le unghie lunghe potrebbero non essere la causa di un'andatura alterata, ma piuttosto la conseguenza di una ridotta abrasione naturale dovuta a un'andatura anomala o inefficiente».

Il nesso è al contrario. Un cane che cammina male consuma poco le unghie, e quindi ha le unghie lunghe. Le unghie lunghe non sono il problema: sono il termometro. Che è un'idea molto più interessante di quella che vorrebbero smentire, perché sposta l'attenzione dalla tronchesina a perché quel cane non le consuma più.

Ora la parte onesta

Lo studio ha sette cani. È retrospettivo, senza un protocollo standardizzato, senza una misurazione oggettiva della lunghezza delle unghie e senza follow-up per vedere se ci sono adattamenti più tardi. Gli autori elencano tutti questi limiti da soli, e sono limiti seri.

Quindi va detto con precisione cosa questo studio dimostra e cosa no. Non dimostra che le unghie lunghe siano innocue. Dimostra che un'affermazione ripetuta ovunque come se fosse un dato non ha mai avuto una misura sotto, e che il primo tentativo di trovarla non ha trovato niente. Se domani esce uno studio su duecento cani con un risultato diverso, questa pagina si aggiorna.

Allora perché tagliarle?

Perché ci sono ragioni concrete che non c'entrano con la postura, e sono queste:

  • L'unghia che continua a crescere si arriccia e rientra nel polpastrello. Non è una teoria: è una ferita, spesso infetta, e fa male. Riguarda soprattutto lo sperone, il ditino alto sulla faccia interna della zampa, che non tocca mai terra e quindi non si consuma mai.
  • Si spezzano. Un'unghia lunga si impiglia in un tappeto, in una coperta, in una grata, e si strappa dalla base. È doloroso, sanguina parecchio e a volte finisce dal veterinario.
  • Il cane scivola. Sul parquet e sulle piastrelle un'unghia troppo lunga tiene il polpastrello sollevato nell'appoggio, e il polpastrello è la parte che fa presa.
  • Graffiano le persone, i divani e la pelle del cane stesso quando si gratta.

Sono ragioni sufficienti. Semplicemente non sono quella ragione, e la differenza conta: chi taglia per paura di rovinare le articolazioni tende a insistere anche quando il cane sta male, perché crede di stare prevenendo un danno grave. Non è così.

Quando l'unghia lunga è un sintomo

C'è un caso in cui le unghie lunghe vanno guardate sul serio, ed è quando si allungano in fretta o si allungano in un cane che cammina come sempre.

Si chiama onicogrifosi — unghie che crescono in modo abnorme e si incurvano — e compare negli elenchi dei segni clinici della leishmaniosi canina, sia in quello dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sia nelle linee guida internazionali LeishVet, che la collocano fra le lesioni cutanee dello stadio II.

Non è l'unica causa possibile — ci sono malattie autoimmuni delle unghie, disturbi endocrini, problemi di circolazione — ma è quella che in Italia va esclusa per prima. Se le unghie si allungano e insieme il cane ha forfora senza prurito, linfonodi ingrossati o cala di peso mangiando, la tronchesina non è la risposta: questi sono i sintomi iniziali da mettere insieme.

Vale anche il ragionamento degli autori dello studio, capovolto: un cane che smette di consumare le unghie da un lato solo, o che le consuma meno di prima, è un cane che sta appoggiando diversamente. E allora la domanda è perché — un cane che zoppica ma corre è un caso classico.

Il pezzo di cui nessuno parla: il cane odia questa cosa

A gennaio 2026 è uscito un sondaggio dell'Università di Sydney su 242 fra infermieri e tecnici veterinari australiani, dedicato interamente al taglio delle unghie. Il titolo è una citazione di uno degli intervistati: «una delle cose più difficili che devo fare in clinica».

I numeri:

  • Il 72,4% dei cani mostra paura, ansia o stress a un livello superiore a 2 su 5 durante il taglio delle unghie.
  • Il 79,8% degli operatori si è fatto male facendolo — morsi, graffi, strappi.
  • Chi ha un atteggiamento negativo verso la procedura ha 5,5 volte più probabilità di essersi fatto male rispetto a chi ce l'ha positivo.
  • Molti riferiscono di sentirsi sotto pressione per insistere anche quando non era necessario, o quando l'animale era chiaramente in difficoltà.

Se lo trovano difficile quattro professionisti su cinque, il fatto che tu non ci riesca in salotto non è un tuo difetto. Ed è il motivo per cui il consiglio più utile di questa pagina è anche il meno spettacolare: quando il cane si oppone davvero, si smette. Un'unghia al giorno è un metodo legittimo. Finire tutte e diciotto in una seduta a costo di bloccare il cane è il modo per non poterlo più fare mai più.

Lo stesso studio segnala che funzionano sia gli interventi non farmacologici — manipolazione gentile, contro-condizionamento, cioè associare la manipolazione della zampa a qualcosa di buono, fatto in giorni in cui non si taglia niente — sia, nei casi difficili, i farmaci pre-visita e la sedazione, che nel campione hanno ridotto in modo significativo lo stress dei cani. Non è una resa: è la differenza fra un cane che si lascia toccare le zampe per dieci anni e un cane che va sedato ogni volta perché la prima volta è andata male.

Marginale ma curioso: uno studio pilota polacco del 2025 ha provato a mettere musica classica a 75 decibel durante la toelettatura di 15 cani, taglio delle unghie compreso, e ha misurato comportamenti da stress significativamente ridotti. Quindici cani sono pochi per farne una regola, ma è gratis e non fa male a nessuno.

Come si taglia, in concreto

Dove sta la parte viva

Dentro l'unghia c'è un nucleo di tessuto vivo, irrorato e innervato, che in gergo si chiama vena o fittone. Tagliarlo fa male e sanguina. Nelle unghie chiare si vede in trasparenza come una zona rosata: si taglia qualche millimetro davanti, e basta.

Nelle unghie nere non si vede, ed è il motivo per cui esiste una query dedicata a questo problema. Il metodo è: tagli sottili e ripetuti, guardando la superficie del taglio dopo ogni passata. Finché il centro è bianco e polveroso si può continuare; quando compare un puntino scuro o rosato al centro, si è arrivati vicino e ci si ferma lì.

L'attrezzo

Le tronchesine a pinza o a ghigliottina sono l'attrezzo base e vanno benissimo, purché siano affilate: una tronchesina consumata schiaccia l'unghia invece di tagliarla, e quello sì che fa male al cane. Le forbicine da unghie umane su un cane di trenta chili non hanno la forza: si usano solo sui cuccioli e sui cani molto piccoli.

La smerigliatrice — la lima elettrica, quella che tutti chiamano Dremel — ha due vantaggi reali: consuma poco per volta, quindi è molto più difficile arrivare al vivo, e lascia il bordo arrotondato invece che tagliente. Ha uno svantaggio: fa rumore, vibra e scalda, e per un cane che ha già paura è un secondo ostacolo da superare. Se la si sceglie, si accende in giorni in cui non si tocca nessuna unghia, finché il rumore diventa noioso.

La cosa da avere in casa prima di cominciare

La polvere emostatica. Prima o poi si taglia troppo corto — succede anche in clinica — e in quel momento serve qualcosa che fermi il sangue subito, perché un'unghia tagliata al vivo sanguina in modo sproporzionato rispetto al danno reale e la scena spaventa più il proprietario che il cane. Nel nostro catalogo non c'è, quindi qui c'è l'unico link esterno di questa pagina: la polvere emostatica Flamingo è quella più diffusa in Italia. In assenza, amido di mais o farina premuti sull'unghia per una trentina di secondi fanno un lavoro peggiore ma lo fanno.

Se succede: pressione ferma per trenta secondi senza sbirciare ogni cinque, e si smette per oggi. Non si passa all'unghia successiva «tanto ormai».

Ogni quanto

Non c'è un intervallo valido per tutti, perché dipende da quanto il cane cammina e su cosa. Il criterio pratico è il rumore: se le unghie ticchettano sul pavimento quando il cane cammina, sono da accorciare. E lo sperone va guardato a parte, ogni volta, perché non si consuma mai da solo.

Domande frequenti

È vero che le unghie lunghe rovinano le articolazioni?

È un'affermazione molto diffusa che non ha dati oggettivi a supporto. Il primo studio che ha provato a misurarla, pubblicato a febbraio 2026 su sette cani sani, non ha trovato differenze nei parametri dell'andatura prima e dopo il taglio. Sette cani sono pochi per chiudere la questione, ma abbastanza per non ripetere quella frase come se fosse un fatto.

Come faccio con le unghie nere?

Tagli sottili e ripetuti, controllando la superficie dopo ogni passata. Finché il centro è bianco e farinoso si prosegue; appena compare un puntino scuro o rosato al centro, si è vicini al vivo e ci si ferma.

Ho tagliato troppo corto e sanguina. Cosa faccio?

Polvere emostatica premuta sull'unghia, o in mancanza amido di mais o farina, con pressione continua per una trentina di secondi. Se dopo qualche minuto non si ferma, o se il cane zoppica il giorno dopo, si chiama il veterinario. E si interrompe la seduta.

Ogni quanto vanno tagliate?

Quando ticchettano sul pavimento. Un cane che cammina molto su asfalto le consuma da solo e può non averne quasi mai bisogno; un cane di appartamento che passeggia sull'erba le fa crescere e basta.

Il cane non si fa toccare le zampe. Devo insistere?

No. Nel sondaggio australiano il 72,4% dei cani mostra paura, ansia o stress durante questa procedura, e insistere è il modo per rendere la cosa impossibile per sempre. Si lavora sulla manipolazione delle zampe nei giorni in cui non si taglia niente, si fa un'unghia per volta, e nei casi difficili si parla con il veterinario di sedazione o di farmaci pre-visita — che nello stesso studio hanno ridotto lo stress in modo significativo.

Meglio la tronchesina o la lima elettrica?

La lima elettrica toglie meno materiale per volta, quindi perdona di più l'errore e lascia il bordo liscio. In cambio fa rumore e vibra, e per un cane sensibile è un problema in più. Su un cane che accetta bene la manipolazione, una tronchesina affilata è più veloce e altrettanto valida.

Lo sperone va tagliato?

Sì, e va controllato più spesso degli altri: non tocca terra, quindi non si consuma mai, ed è l'unghia che più spesso finisce per arricciarsi dentro la pelle.

In tre righe

La storia della postura rovinata non ha mai avuto una misura sotto, e il primo studio che l'ha cercata non ha trovato niente. Le unghie si tagliano perché si arricciano nel polpastrello, si spezzano e fanno scivolare il cane — e si smette quando il cane dice basta. Se invece si allungano da sole senza consumarsi, quello non è un problema di forbici: è una cosa da far guardare.